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Banche ed usura (Report La7 del 25/10/09)
La vittima ed il carnefice, il cavaliere ringrazia!
Il 15 ottobre 1991 Giovanni Falcone è costretto a difendersi davanti al CSM in seguito all'esposto presentato il mese prima (l'11 settembre) da Leoluca Orlando. L'esposto contro Falcone era il punto di arrivo della serie di accuse mosse da Orlando al magistrato palermitano, il quale ribatté ancora alle accuse definendole «eresie, insinuazioni» e «un modo di far politica attraverso il sistema giudiziario». Sempre davanti al CSM Falcone, commentando il clima di sospetto creatosi a Palermo, affermò che «non si può investire nella cultura del sospetto tutto e tutti. La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del khomeinismo».LinkWiki
Parla Violante ex Magistrato:"non tanto «ricostruzione della legalità violata», bensì «verifica che la legalità non sia stata per caso violata»: pubblici ministeri alla ricerca del reato anziché della prova di un reato di cui hanno avuto notizia, come invece dovrebbe essere. E non si può continuare a nascondersi dietro «l' ipocrisia costituzionale» dell' azione penale obbligatoria, che nella realtà è affidata alla discrezionalità del singolo Pubblico Ministero;.
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In verità non lo capiscono nemmeno in italia!
L'immigrato che toglie lavoro
ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/.../241812-lavoro_nero.shtm
http://www.viverepesaro.it/index.php?page=articolo&articolo_id=216305I Carabinieri della Stazione di Sassocorvaro, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Pesaro, hanno proceduto al controllo di una ditta operante nel settore tessile, gestita da cittadini cinesi, a Mercatale di Sassocorvaro. I militari hanno identificato quattro cittadini cinesi, tutti in regola con il permesso di soggiorno.Durante i controlli i Carabinieri hanno individuato all'interno del capannone industriale una porta secondaria, nascosta da un armadio, che consentiva l'accesso a locali realizzati con pannelli in cartongesso adibiti a camere da letto, cucina e servizi. Nell'area “nascosta” i militari hanno trovato quattro cinesi per i quali sono in corso gli accertamenti per verificare la regolare presenza sul territorio nazionale.Al termine delle verifiche i Carabinieri hanno denunciato Z. Q., 27enne cinese, residente a Sassocorvaro, titolare della ditta. Le condizioni igieniche, infatti, sono risultate inadeguate, non erano presenti estintori sul luogo di lavoro, non sono stati adottati, inoltre, i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e assistenza medica in caso di emergenza.
Ciancimino e figlio,Annozero, puntata del 8 Ottobre 2009

In Sicilia abbiamo conosciuto carabinieri come il Gen.C.A.Dalla Chiesa, massacrato insieme alla moglie dalla mafia. Questi i Carabinieri che conosciamo e per i quali possiamo avere solo rispetto.
foto omicidio Chinnici
e Ninni Cassarà nell'estate 1985, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, si cominciò a temere per l'incolumità anche dei due magistrati, che furono indotti per motivi di sicurezza a soggiornare qualche tempo con le famiglie presso il carcere dell'Asinara (incredibilmente dovettero pagarsi le spese di soggiorno e consumo bevande, come ricordò Borsellino in un'intervista), dove gettarono le basi dell'istruttoria. Ma il 16 novembre 1987 diventa una data storica e insieme un momento fondamentale per il Paese, che per la prima volta inchioda la mafia traducendola alla Giustizia. Il Maxiprocesso sentenzia 360 condanne per complessivi 2665 anni di carcere segnando un grande successo per il lavoro svolto da tutto il pool antimafia. Borsellino già era a Marsala da 1 anno! Nel dicembre 1986, Borsellino viene nominato Procuratore della Repubblica di Marsala e lascia il pool..... LinkWiki
Borsellino a MarsalaBorsellino chiese ed ottenne (il 19 dicembre 1986) di essere nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. La nomina superava il limite ordinariamente vigente del possesso di alcuni requisiti principalmente relativi all'anzianità di servizio.Secondo il collega Giacomo Conte la scelta di decentrarsi e di assumere un ruolo autonomo rispondeva ad una sua intuizione per la quale l'accentramento delle indagini istruttorie sotto la guida di una sola persona esponeva non solo al rischio di una disorganicità complessiva dell'azione contro la mafia, ma anche a quello di poter facilmente soffocare questa azione colpendo il magistrato che ne teneva le fila; questa collocazione, "solo apparentemente periferica", fu secondo questo autore esempio della proficuità di questa collaborazione a distanza.Da capire quale fosse il vero motivo per cui Paolo Borsellino chiese il trasferimento. Forse i due Giudici amici ritennero opportuno dividersi per evitare di essere uccisi insieme. Questo è il famoso video dell'intervista al Giudice Borsellino fatta da due giornalisti (francesi??) se ascoltate attentamente non dice proprio nulla di rilevante sul cavaliere di arcore. Solo discorsi generici, evidentemente o non poteva o non c'era niente da dire. Il video di cui parla Travaglio cosa si evince dall'ascolto lo sentirete voi stessi,
Cosa dice, anzi cosa gli viene chiesto ? Se conosce tizio, caio e sempronio. Lui risponde che di Mangano conosce gli atti perchè nel maxiprocesso di Dell'Utri ha sentito parlare e di Silvio, non risponde. E' probabile (in qualche caso è sicuro) che qualche imprenditore abbia ricevuto e continui ad avere danari da cosa nostra da investire , questo di Calcestruzzi spa è un caso già assodato. Chi è venuto in possesso del video l'ha tagliato, accorciato è venuto fuori qualcosa che si sente e no dove il movimento delle labbra non corrisponde alle parole.Ogni giornalista ed ogni Blog ha detto la sua e ha fatto un titolo diverso. Insomma la mafia fa "odience".Ci vogliono prove e riscontri, non bastano congetture.Il sistema del Giudice Falcone era esattamente quello di trovare le prove come in questo caso Contrada. Senza prove e riscontri si rischia di alzare solo polveroni che metterebbero in ombra la vera lotta a cosa nostra.continua...
Il 15 ottobre 1991 Giovanni Falcone è costretto a difendersi davanti al CSM in seguito all'esposto presentato il mese prima (l'11 settembre) da Leoluca Orlando. L'esposto contro Falcone era il punto di arrivo della serie di accuse mosse da Orlando al magistrato palermitano, il quale ribatté ancora alle accuse definendole «eresie, insinuazioni» e «un modo di far politica attraverso il sistema giudiziario». Sempre davanti al CSM Falcone, commentando il clima di sospetto creatosi a Palermo, affermò che «non si può investire nella cultura del sospetto tutto e tutti. La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del khomeinismo».LinkWiki
Conflitti al Tribunale di Palermo e politici - parla Caponnetto
La questione meridionale
L'esatto contrario di quanto si verifica nelle rimanenti regioni Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, tutte al di sotto della media del Pil, segnate da una soffocante presenza della criminalità organizzata (rispettivamente: Ndrangheta, Cosa Nostra, Camorra e Sacra Corona Unita) che condiziona l'economia, l'amministrazione e, in una certa misura, la società civile.
Note:
(1) Johann W. Goethe in "Viaggio in Italia", Garzanti Editore, 1997
(2) Edmonda Charles Roux, "Oublier Palerme", ed. Grasset, Paris, 1966
(3) Leonardo Sciascia "La Sicilia come metafora" (intervista di Marcelle Padovani),
Arnoldo Mondadori Editore, 1979
4) A. Spataro in "La Repubblica" del 17/4/2004
Riforma del processo penale "dimezzati" i PM
Il Consiglio dei ministri alla fine approva il disegno di legge sul processo penale. Si tratta di cinque deleghe, in parte ritocchi "di servizio", in parte norme che incidono pesantemente sui procedimenti. Praticamente dimezzate le prerogative dei pubblici ministeri, la Lega ottiene l'elezione dei giudici. Pd e Idv duri, l'Udc contesta solo il metodo.
Tornando alle misure di oggi, la parte più attesa rispecchia pienamente le indiscrezioni. C'è la modifica del rapporto tra pm e polizia giudiziaria, ed è esattamente - niente di più, niente di meno - una limitazione dei poteri dei primi. Il pm "non può più prendere cognizione diretta delle notizie di reato. Si limiterà a riceverle dalla polizia giudiziaria". Quest'ultima "godrà di maggiore autonomia, così da poter svolgere investigazioni anche autonome rispetto a quelle delegate dal pm".
E' passato in secondo piano visto il duro scontro istituzionale che si è sviluppato sul caso di Eluana Englaro, ma si tratta comunque un provvedimento atteso e, come previsto, contestato.
Il Consiglio dei ministri di oggi (venerdì) è riuscito alla fine ad approvare il tante volte rinviato disegno di legge di riforma del processo penale.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha rivendicato l'ascolto e l'accoglimento di alcune proposte dell'opposizione e dell'Associazione nazionale dei magistrati.
Non sono dello stesso avviso Partito democratico, Italia dei valori e Udc, che hanno subito contestato il metodo e il merito del ddl, articolato in cinque deleghe che il governo chiede al Parlamento per approfondire la materia.
Ci sono norme "di servizio" come il riordino delle comunicazioni e delle notificazioni del procedimento penale e delle audizioni di testimoni nel corso dei processi e a distanza, la digitalizzazione dell'amministrazione della giustizia,
la sospensione del processo celebrato in assenza dell'imputato.
C'è l'accoglimento, ancora di una volta, di un principio fortemente voluto dalla Lega nord: l'elezione dei giudici,
limitata ai viceprocuratori onorari presso il giudice di pace.
Ma ci sono soprattutto una serie di misure che incidono sull'organizzazione e la struttura del processo penale.
In generale, fanno pendere maggiormente il processo dalla parte della difesa.
Secondo la maggioranza ce n'era bisogno, secondo Pd e Italia dei valori no,
a mio modesto avviso, si. Meglio un colpevole fuori che un'innocente dentro.
Ritengono che l'articolo 111 della Costituzione (quello sul giusto processo) sia già applicato dalla leggi in vigore. I democratici (almeno la parte che detiene l'onere della gestione del dossier, a cominciare dal ministro ombra Lanfranco Tenaglia) si sarebbero limitati a qualche modifica di funzionalità, per rendere il servizio più efficiente.
E' previsto "un maggiore controllo sulle richieste di emissione di provvedimenti cautelari formulate dal pm"
assicurato tramite il visto obbligatorio del capo dell'ufficio. La polizia giudiziaria "potrà compiere tutti gli atti urgenti anche dopo che il pm ha assunto la direzione delle indagini e svolgere di iniziativa propria ogni attività necessaria ad accertare reati". Salvo casi particolari,
"la pg svolge le indagini e relaziona al pm entro sei mesi" mentre per accertamenti tecnici, interrogatori o confronti con l' indagato dovrà farsi autorizzare dal pm.
Sembra finita un'era di dominio incontrastato dei PM.
Se queste riforme complessivamente saranno un bene o un male lo vedremo solo nell'applicazione pratica.
In mezzo secolo di proporziale puro, abbiamo risolto il problema?
Allora cominciamo a supporre quali sono questi Paesi grandi e medi. In questa lista assumerò che siano medi/grandi tutti i Paesi che eleggono più di 29 parlamentari europei (che è la media dei parlamentari per nazione - 785/27; il dato coincide con la popolazione media e con il grado d’influenza).1 Dunque, nell’ordine: Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Romania.
Di questi sette, la Romania non ha votato nel 2004, quindi non posso prenderla in considerazione. Dei rimanenti sei, solo l’Italia ha usato le preferenze. Ne rimangono cinque.
Cominciamo dalla Germania: Liste bloccate con sbarramento al 5%. I seggi vengono assegnati a livello nazionale, e
soprattutto il metodo di calcolo è l’Hare-Niemeyer, che favorisce i partiti più piccoli rispetto al metodo d’Hondt o dei più alti resti (che se non ricordo male, viene usato da noi2 );
Spagna: Liste bloccate senza sbarramento, metodo d’Hondt;
Polonia: Liste bloccate con sbarramento al 5%, metodo Hare-Niemeyer.
Insomma, o non c’è lo sbarramento oppure c’è ma con dei correttivi per favorire i partiti minori che comunque superano lo sbarramento. La situazione non cambia negli altri Paesi che utilizzano le liste bloccate. O non c’è lo sbarramento, o è al 3% o ha dei correttivi per favorire le minoranze che superano il 5% (salvo un paio di eccezioni, se non sbaglio, ma si tratta di Paesi “non medi”). Va anche detto che altrove il quadro politico non è frammentato come da noi, e che mentre altrove i partiti si sono uniti in modo naturale in grandi formazioni che superano “naturalmente” anche il 40%, da noi è stata necessaria una legge elettorale che ha cancellato vari partiti “storici” grazie a sbarramenti assurdi.
Quindi per quanto mi riguarda non ha senso per noi copiare gli altri.
Comunque, in conclusione, è vero che negli altri Paesi “simili a noi” ci sono le liste bloccate, ma in quegli stessi Paesi ci sono correttivi che evitano un’eccessiva concentrazione. Quel che il PdL vuole fare, invece, è proseguire nell’opera di cancellazione dei partiti minori, non solo quelli che già non sono in Parlamento, ma anche per quelli che ci sono (ed è normale pensare all’IdV di Di Pietro, che in base alle ultime elezioni è al 4%, che farebbe compagnia all’Mpa fra i partiti
che finirebbero fuori dal Parlamento Europeo, ma che sono dentro il Parlamento italiano). Dopo i comunisti, insomma, l’obiettivo di Berlusconi è far fuori “l’orrore Di Pietro”. Diciamolo chiaro e tondo.
Anzi, l’obiettivo di Berlusconi, come avevo detto mesi fa, è anche quello di non far prevalere AN nei rapporti di forza.
Se si tenessero le preferenze, AN, grazie al maggiore radicamento sul territorio, riuscirebbe a fare un risultato migliore e
Forza Italia ne uscirebbe indebolita. È in quel senso che va vista la minaccia lanciata oggi: «o nuova legge o preferenze».
Voi chiederete: e che minaccia è? Facile: anche il PD è bello e spaccato, e le preferenze potrebbero favorire i dalemiani sui veltroniani. Non solo: i partiti che verrebbero eliminati dal nuovo sbarramento stanno prevalentemente a sinistra, quindi toglierebbe voti al PD. Berlusconi, insomma, ha minacciato Veltroni, ricordandogli che è meglio anche per lui.
Ma in realtà è a Berlusconi che serve la nuova legge, soprattutto dal lato preferenze (che gli frega, in effetti, dello sbarramento?).
Infine va ricordata una cosa: anche se alle Europee si hanno liste bloccate, gli altri Paesi consentono ancora la scelta del candidato al cittadino durante le altre elezioni (solitamente, collegi uninominali). In Italia, invece, questo non succede.
Ribadisco: se vogliamo prendere a esempio gli altri Paesi prendiamoli pure, ma non solo per quello che piace a noi, ma anche per tutto il resto.
Per fortuna l’Europa obbliga ad usare il proporzionale puro, altrimenti ci saremmo trovati anche un premio di maggioranza. E allora il “Porcellum II - la vendetta di Calderoli” sarebbe servito.
Il Trattato di Lisbona, se dovesse entrare in vigore, prevede un numero inferiore di parlamentari, ma le cose non dovrebbero cambiare molto; in ogni caso, se dovesse succedere, ripubblicherò questo post, ovviamente aggiornato, nel gennaio 2009, quando presumo se ne saprà di più. [..] nel 2007 si tentò di introdurre il metodo Hare-Niemeyer anche in Italia, ma credo che non se ne sia fatto niente; questo metodo, si legge nel testo linkato, «è tra le più proporzionali esistenti giacché interviene dopo l’applicazione della soglia» [..]
Regno Unito: Liste bloccate senza sbarramento, metodo d’Hondt.
Francia: Liste bloccate con sbarramento al 5% a livello regionale, metodo d’Hondt
Personalmente ritengo che qualsiasi sbarramento è meglio di quello che abbiamo visto in 50 anni di "...democrazia.." col proporzionale puro.
Rispettoso del punto di vista altrui ed anche considerando che c'è un correttivo che metterebbe tutti d'accordo, adotterei il metodo D'Hont.
Certo il ricordo delle liquidazioni percepite dai partiti eliminati alle ultime elezioni politiche è ancora troppo recente , il dubbio che ci sia solo una questione d'interesse personale è più che legittimo.
A monte di tutto c'è sempre il problema di non poter votare il nome del candidato per le politiche.
Metodo D'Hondt



