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Sicilia finalmente libera!

Chi ha vinto in Sicilia? EUROLANDIA. Ma anche le coscienze dei siciliani In evidenza.
Sintesi: dalla vittoria di Crocetta emerge un quadro di potere diverso, sia a livello nazionale che siciliano. Una vittoria per i poteri di controllo internazionali, ma anche più spazio per le coscienze. Crocetta: una strana mistura di bella antimafia e di strane pulsioni a privatizzare e a ridurre l’autonomia istituzionale siciliana. Grillo che raccoglie parte dei risvegli, ma li tiene su una frequenza di odio ed è inconsapevolmente funzionale ad un disegno di strategia del terrore nei confronti della vecchia classe politica, per spingerla in altri ovili… I poteri oscuri vincono ancora, ma per farlo sono obbligati a perdere terreno in favore delle libertà dei siciliani. Crocetta, candidato antimafia di Bersani e di Casini, viene nominato Governatore della Sicilia. Grillo ottiene un grande risultato e con oltre il 15% dei votanti diventa il primo partito siciliano. Il PDL e la destra affondano, sia perché travolti dagli scandali, sia perché divisi al loro interno. Oltre la metà degli elettori non è andata a votare, dimostrando che in Sicilia sta crollando anche il vecchio e ferreo meccanismo clientelare.
Chiari segnali per la politica nazionale, che dovrà trarne le conseguenze. Cosa è successo, e cosa succederà? Non è facile capirlo e dirlo in poche parole. Ma proviamo.
Bisogna partire dai fondamentali di quello che sta accadendo in Italia ed in Europa, e poi tutto forse diventa più chiaro: L’unico evento di grande portata in atto è da un paio di decenni l’onda di risveglio di coscienze, a livello orizzontale e locale, che si occupa di libertà individuali, di ecologia, di animalismo, di olismo, di nuove spiritualità, di buone pratiche, di beni comuni, ecc. Un grande risveglio delle coscienze che sta già modificando i gusti di masse ancora minoritarie ma importanti, e che comincia a condizionare le scelte politiche ed economiche. E che nei prossimi anni pretenderà di entrare in politica con una visione libera e difficilmente assoggettabile ai grandi poteri. Di fronte a questa onda per loro minacciosa, che si svolge a partire dal locale e dall’orizzontale, i poteri storici di manipolazione (certe massonerie e certi ordini religiosi), hanno deciso di reagire indebolendo l’importanza e la forza politica dei tessuti locali, per verticalizzare ed accentrare il potere. Allo scopo di controllarlo meglio. Come primo passo lo stanno facendo rafforzando il superstato Europeo. Per obbligare a questa riconversione l’Italia ed altri Paesi, hanno creato una crisi finanziaria ed economica devastante, rispetto alla quale hanno presentato - come unica soluzione obbligata - la centralizzazione di tutto il potere nelle istituzioni europee. E il depotenziamento di tutte le strutture politiche ed istituzionali locali. Per depotenziare le strutture politiche e di affari locali, bisogna indebolire o distruggere le lobbies politico-affaristico-malavitose che hanno dominato l’Italia finora. Non importa se lo hanno fatto al servizio di quegli stessi poteri che ora le stanno distruggendo. La realtà è che non sono più funzionali ai poteri di manipolazione perché sempre di meno il loro modo di fare assicura il controllo dei territori e sempre di più produce, per reazione, il risveglio della gente. Quello che ora questi poteri vogliono ottenere è una classe politica meno legata ai territori e più connessa solamente a loro ed alle direttive europee. Meno indipendente e frazionata. Che diventi strumento docile delle politiche centralizzanti. Come lo stanno ottenendo? Con alcuni strumenti principali:
1.Un governo tecnico agile, indipendente dal Parlamento e dalle lobbies territoriali e capace di obbedire prontamente alle direttive superiori. Capace di utilizzare la crisi finanziaria per depotenziare le istituzioni locali e svendere le ricchezze dello Stato, incluse le aziende ed i beni comuni.
2.Una serie di scandali ed arresti che, dimostrando l’indegnità della classe politica attuale, ne facilitino il condizionamento e la sostituzione. E consentano di buttare via pezzi preziosi di istituzioni locali insieme ai ladri che le hanno occupate.
3.Una opposizione come quella grillina, che dice spesso la verità, che raccoglie consensi soprattutto nel movimento del risveglio, ma che non ha possibilità concrete di raggiungere maggioranze di governo. E quindi non disturba i poteri veri, in quanto mette “in frigo” pezzi di risveglio e per di più li tiene su una deleteria frequenza di odio. Ed inoltre ha un effetto terrorizzante per la vecchia classe politica: la paura di perdere il posto o di finire in galera. E quindi l’obbligo per i vecchi politici di convergere sui nuovi vincenti: i circuiti e le lobbies massoniche e religiose che sostengono la centralizzazione europea. Anche volendo buttarsi dalla parte dei grillini non possono, perchè questi giustamente non li vogliono. Chiusi in una tenaglia tra magistrati e grillini, i politici italiani stanno diventando progressivamente il disciplinato esercito di Eurolandia. Chi resiste, non si ricicla nella direzione “giusta” o non è più adatto, viene eliminato dalla scena.
Questa la base per comprendere cosa sta succedendo in Sicilia. La grande astensione e la vittoria di Grillo dimostrano che il risveglio avanza a grandi passi nella bella Trinacria.
Ma l’alchimia che dà la vittoria a Crocetta con pochissimi voti effettivi è perfettamente funzionale al disegno di cui abbiamo scritto sopra. Che il buon Crocetta ne sia cosciente o no.
Quali i punti forti del suo programma?
Lotta alla Mafia ed alla corruzione, privatizzazioni spinte, riduzione dei poteri della Regione.
I grandi circuiti gesuitico-massonici che sono dietro la centralizzazione europea non potevano avere un risultato migliore. Che si aggiunge alla presa gesuita del potere palermitano con il Sindaco Orlando. Cosa accadrà ora in Sicilia ed a livello nazionale? Una parola d’ordine viene per il vecchi circuiti politici da queste elezioni: cerchiamo rifugi sicuri presso chi sta vincendo. I grillini non ci vogliono, e quindi siamo pronti a nuove alleanze, a nuove formazioni che siano di gradimento del circuito massonico-gesuita. Ecco, quello che si prefigura è la formazione di un fronte compatto europeista. Le prossime elezioni parlamentari si giocheranno proprio su questo tema: chi sta con l’Europa è saggio, sensato, e vuole salvare l’Italia. Questo diranno tutti i media. Chi invece vocifera contro l’Europa - stando con quei risvegliati che sono tra i grillini e con quei pezzi di antichi e corrotti poteri locali che non vogliono mollare l’osso del potere - verrà considerato pazzo, sovversivo ed intenzionato a ridurre in povertà ed alla fame il popolo. Indovinate chi vincerà le elezioni nazionali…In Sicilia il risultato netto di queste elezioni regionali è buono per le coscienze e per la libertà. Per la necessità di arroccarsi a Bruxelles, i poteri di manipolazione stanno indebolendo quei poteri locali politico-mafiosi che hanno creato tante piccole gabbie asfissianti per la Sicilia ed ogni suo territorio. E’ vero che lo fanno per metterci tutti, anche i siciliani, in una gabbia più grande. Ma una gabbia meno asfissiante, meno invasiva delle libertà individuali, di quella che ha occupato per ragioni di potere il Sud per decenni. I grandi poteri sono obbligati a retrocedere verso Bruxelles perché ovunque, anche in Sicilia, non funzionava più il vecchio modello di controllo del territorio. Ora l’antico modo mafioso e corrotto di far politica produce più risvegli per reazione che clientele. Con il rischio della perdita totale del controllo.
Ecco, il risultato netto è in una progressiva maggiore libertà possibile per i siciliani.
Ma non data dai politici, bensì lasciata andare dai poteri di manipolazione perché proprio non possono farne a meno. Di fronte alla montante e positiva onda di risveglio. Cosa fare ora? Rimanere coscienti che quella che si sta aprendo è una nuova gabbia, tutta da conoscere, per usarne i nuovi spazi tra le sbarre. E vigilare, muoversi sul proprio territorio, evitare di odiare, e costruire, pezzo pezzo, una nuova realtà virtuosa ed amorosa. A partire da se stessi. E’ questo che più atterrisce i poteri oscuri e li obbliga a cedere terreno.
Come fa la luce con l’ombra.

http://coscienzeinrete.net/politica/item/920-chi-ha-vinto-in-sicilia-eurolandia-ma-anche-le-coscienze-dei-siciliani
Il mio Segnalo

Patto stato mafia

Patto Stato mafia;

C'è grande parlare nei media di questo argomento. I misteri si sa, attraggono! A volte si inventano o si dilatano per vendere libri e giornali o solo per il gusto di interessare qualche volta per tornaconto personale o del proprio gruppo o lobby. Questa volta il mistero c'è, lo dicono i pentiti un certo Ciancimino Jr., figlio di don Vito che con  la sua presenza nel consiglio comunale di Palermo dal 1959 al 1964 assicurò ingenti capitali alla mafia spa. Dove siano finiti la maggior parte dei capitali dei Ciancimino questo è tutto da chiarire.  Testi poco raccomandabili per la verità, ma il pool antimafia è preparato, saprà vagliare e cercare riscontri. La Giustizia in Italia è quasi da terzo mondo  La Giustizia è tale solo se i tempi sono certi e brevi altrimenti serve agli storici! Il pool anti mafia si salva da questo sfacelo, è gente specializzata, organizzata. A parte le leggi molto speciali che ci vengono criticate in tutto il mondo civile, ma purtroppo per tutto c'è un prezzo da pagare!
E' normale che i media cerchino di carpire informazioni anzi tempo. L'avviso di garanzia è a tutela dell'indagato ma spesso si trasforma in avviso di "reato". Si sa come la gente pensa quando è a conoscenza di un avviso o solo un interrogatorio da parte del Magistrato. La gente comincia a chiedersi ...."cosa avrà fatto il presunto imputato"... dirà:  "che comunque qualche cosa ci sarà per essere stato chiamato". Tutto questo alla faccia della garanzia sarebbe opportuno un po' di stile e di privacy Il compianto Giudice Falcone, operava in assoluto riservo ed in condizioni di vita disagevoli e sicuramente era un uomo solo, ciò non gli impedì di assestare un colpo poderoso all'organizzazione, col maxi processo, prima e con la "procura" antimafia, poi.
Per questo e tanti altri caduti non ci sono misteri di cui parlare o almeno nessuno ne ha mai parlato, qualcuna di queste vittime più o meno eccellenti, dipende dal punto di vista, neppure è conosciuta alla maggior parte della gente di qui, e proprio perché non ci sono stati strani misteri. Da che mondo è mondo quasi tutti gli stati scendono a patti e l'Italia non fa differenza. E' di questi giorni la liberazione della cooperante sarda rapita in africa, altri credo impiegati altro agente nello Yemen, per tutti questi e per tanti altri ci è stata o ci sarà trattativa. Il problema è capire queste trattative cosa costano! Si cerca di mediare anche per le stragi di Milano, Roma e Firenze, probabilmente per salvare altre vite, voglio sperare solo per questo, altrimenti dove sta la trattativa. Alla fine qualche cosa c'è stato di questo ormai tutti siamo convinti.
Se c'è coscienza che sia stato pagato un prezzo troppo alto bisogna andare avanti. Il prezzo è stato il 41 bis? Bene ci sono nomi e cognomi. I misteri non c'entrano niente. ----Veleni, invidie e attacchi politici. Giovanni Falcone, oggi simbolo dell’antimafia, in vita era un uomo solo, disprezzato e ostacolato nel suo lavoro di magistrato. Maria Falcone, sorella del giudice palermitano, lo ricorda così nel suo libro “Giovanni Falcone. Un eroe solo” scritto insieme a Francesco Barra e presentato nella rassegna viterbese Caffeina cultura. Oggi la Procura di Palermo che indaga sulla Trattativa Stato-mafia riceve duri moniti da parte della politica e della stampa. Complice di questo clima avvelenato l’intercettazione tra Mancino e Napolitano depositata presso il tribunale siciliano. "Falcone era un uomo solo, il primo che parlò di Mafia, Ingroia ha oggi il sostegno della società civile” afferma la sorella di Falcone “non sono situazioni paragonabili”. “Al di là del metodo di Ingroia – continua la professoressa Falcone – penso che bisogna rivedere il meccanismo delle pubblicazioni di alcune intercettazioni irrilevanti per i fatti di mafia. Le risposte di D’Ambrosio a Mancino sono quelle tipiche che si usano quando si deve liquidare qualcuno a cui però non puoi non dare udienza per il ruolo che hanno rivestito”. Polemiche a parte, purtroppo “in Italia gli eroi si riconoscono sempre quando sono morti” afferma con amarezza la signora Falcone “perché non possono dare più problemi” di Irene Buscemi

Stupefacenti le dichiarazioni di Maria Falcone che parla di "intercettazioni irrilevanti Infatti è così, tutti quelli che hanno letto realmente queste frasi le giudicano così.
Nel frattempo certa opinione pubblica, quella che probabilmente legge solo i "titoli" si è convinta che le più alte istituzione italiane sono colpevoli di alto tradimento. Il nostro presidente non ha niente di cui avere preoccupazione, visto che all'epoca dei fatti il presidente era altro. Quindi sta difendendo l' "istituzione", non tanto per se ma per i futuri presidenti.
Anche in questo caso Falcone, insegna, per chi vuole approfondire cosa significa essere attaccati  mentre si svolge il lavoro di Magistrato:
http://www.youtube.com/watch?v=k5JGWBP7U8Y
http://www.youtube.com/watch?v=qpK6Ys1pCqg
Potrebbe tornare utile cosa diceva Falcone del 3° livello, finalmente parole sue e non manipolate come è costume di certa parte politica e di tanti giornalisti e sociologi da strapazzo.
Falcone scrive che il Terzo Livello, quello che alcuni riterranno responsabile della sua uccisione, è soltanto un fraintendimento. Non esiste nessun terzo livello. Anzi, chi lo cerca, non fa che ritardare le indagini e complicare il lavoro dei magistrati.
Da :Cose di Cosa Nostra, il libro che il giudice scrisse nel 1991, poco prima della sua morte
  breve antologia dei pensieri di Giovanni Falcone:
Il Csm è diventato anziché organo di autogoverno e garante della magistratura, una struttura da cui il magistrato si deve guardare… con le correnti interne diventate cinghia di trasmissione della lotta politica. (La Repubblica, 20 maggio 1990)
Quanti altri danni deve produrre questa politicizzazione della giustizia? (La Stampa, 6 settembre 1991)
Io dico che bisogna stare attenti a non confondere la politica con la giustizia penale. In questo modo l’Italia pretesa culla del diritto, rischia di diventarne la tomba. (La Stampa, 6 settembre 1991).
Non si può investire della cultura del sospetto tutto e tutti. La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità. La cultura del sospetto è l’anticamera del khomeinismo. (citato in Mario Patrono, Il cono d’ombra, Milano 1996).
Mi sento di condividere l’analisi secondo cui, in mancanza di controlli istituzionali sull’attività del Pm, saranno sempre più grandi i pericoli che influenze informali e collegamenti occulti con centri occulti di potere possano influenzare l’esercizio di tale attività… Mi sembra giunto il momento di razionalizzare e coordinare l’attività dei Pm finora reso praticamente irresponsabile da una visione feticistica della obbligatorietà dell’azione penale e dalla mancanza di tali controlli su tale attività. (convegno di Senigallia, 15 marzo 1990)
Il Pm non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para giudice… Chi come me richiede che siano invece giudice e Pm due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come  nemico dell’indipendenza della magistratura; un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo. (La Repubblica, 3 ottobre 1991)
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Pensiero personale: a voler pensar male certo è che Giovanni Falcone i suoi peggiori nemici li aveva nello schieramento di sinistra a sostegno della magistratura e in alcuni magistrati stessi…
 
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